Primi passi in IPv6

Questo articolo lo sto scrivendo connesso all’IP

2001:41d0:1:1b00:94:23.64:3

. Quello che si ottiene con un

dig -t AAAA linuxandcompany.it

Non è mica poco!

Alla fine cercando in rete ho trovato che da rete Fastweb è piuttosto semplice, anche se le informazioni è stato necessario metterle insieme da più fonti.

Prima di tutto l’IPv6 non è nativo ma la rete fastweb, come riportato qui, contiene il server

tsp.ipv6.fastweb.it

che permette di fare un tunnel verso la rete IPv6.

Per usare questo client si piò utilizzare il client gogoc sviluppato in gogo6. Da sito si scaricano solo i sorgenti e almeno sulla mia versione di ubuntu la compilazione non va a buon fine ma ho scoperto che il client è tra i pacchetti di ubunto e si chiama gogoc; basta quindi un

aptitude install gogoc

L’ultimo step è inserire qualche dato in

/etc/gogoc/gogoc.conf

ovvero

server=tsp.ipv6.fastweb.it
auth_method=anonymous

Dopo di che

/etc/init.d/gogoc start
/etc/init.d/gogoc status
ip add sh

saranno sufficienti per attivare il tunnel IPv6 e per verificarne lo stato.

Potremo poi verificare l’avvenuta attivazione dai siti

http://test.ipv6.fastweb.it/
http://www.ipv6.fastweb.it/

Se si ha poi un qualche tool che visualizza l’IP del sito che si sta visualizzando sul browser, e si naviga dopo averlo riavviato, si cominceranno a vedere molti accessi su questo protocollo di trasporto, che ha priorità più alta. Dovreste vederlo su linuxandcompany.it ma anche su qualche sito minore come www.google.com.

MongoDB replicaset test drive

Segnalo un’interessante iniziativa realizzata dal team di MongoDB con il supporto di amazon:

Accedendo a  test drive è possibile accedere ad un’istallazione di test di mongodb su cui provare il sistema di replica e testarne l’ottimizzazione.

gmail – cambiare il sender

La posta di gmail offre uno strumento poco noto ma molto utile. E’ possibile inviare posta con un sender differente dall’account con cui si è fatto login.

Questa feature di gmail può tornare utile in almeno due casi:

  1. se si hanno diverse caselle di posta sfruttando il cambio di sender e la possibilià di scaricare posta da altre caselle, per concentrare la gestione della propria posta in un unico punto.
  2. se si gestisce un dominio con centinaia di caselle su cui con ogni probabilità verranno richieste caselle non personali di cui è fin troppo facile perdere traccia, da la possibilità di limitare gli utenti alle caselle personali e usare i gruppi per tutte le caselle funzionali come le varie webmaster, postmaster etc.. Il vantaggio è doppio: igruppi non si pagano e  l’amministratore può ricostruire facilmente da chi vengono letti.

Per sfruttare questa feature bisogna:

  1. Fare login sulla webmail
  2. entrare nei settings del proprio account
  3. Selezionare il tab Accounts
  4. selezionare “Add another address you own”
  5. Sulla finestra di pop-up inserire il nome che si vuole mostrare accanto all’indirizzo nell’header From:”
  6. Sulla finestra di pop-up inserire l’email che si vuole nel campo From
  7. Sulla finestra di pop-up togliere il check “Treat as an alias box”
  8. Selezionare Next Step
  9. Si riceverà sull’altro account (o gruppo) un’email con un link di autorizzazione
  10. Confermare selezionando il link nell’email
  11. Tornare alla finestra di pop-up e concludere la procedura.

Da questo momento è possibile mandare la posta con unb altro Sender.

perl e linea di comando

Il perl con le sue espressioni regolari è anche un fantastico tool per la linea di comando in grado di sostituire e surclassare i pur notevoli awk e sed. Usato con le opzioni del caso, infatti, il perl ne riprende tutte le caratteristiche ma aggiunge la sua flessibilità e ricchezza.

Le opzioni chiave per l’uso da linea di comando sono “-p” e “-n“: in entrambi i casi lo script o il comando in perl viene eseguito per ogni riga del file in ingresso ma nel secondo caso il risultato va in output.

Queste opzioni corrispondono ai loop che riporto sotto:

-n

LINE:
while (<>) {
        ...             # programma
      }

-p

LINE:
while (<>) {
         ...             # programma
      } continue {
         print or die "-p destination: $!\n";
      }

Molto utili sono anche

  • -e che permette di inserire direttamente sulla linea di comando il codice perl da eseguire
  • -i che fa si che venga modificato direttamente il file che viene letto

Ad esempio entrambi i seguenti comandi

cat /etc/passwd |perl -pe 's/(.*):(.*):(.*):(.*):(.*):(.*):(.*)/$1\t\t$6/'
cat /etc/passwd | awk -F: '{print $1"\t\t"$6}'

permettono di estrarre dal file password gli utenti e le loro home.

Perl, utilizzato in questo modo, permette di definire dei blocchi di codice BEGIN e END per eventuali operazioni preliminari a o conclusive del loop implicito: si immagini il caso in cui si voglia contare il numero di occorrenze di un qualche pattern in un file.

La documentazione delle opzioni è su perldoc perlrun.