backup e rsync

Avere una politica di backup che ci permetta di limitare i danni in caso di errori o problemi è una necessità che risale all’origine dell’informatica.

UNIX e Linux hanno ovviamente diversi tool che vengono in aiuto per questa necessità, e, almeno nel caso di una macchina singola, si possono implementare delle politiche asolutamente soddisfacenti con soli tool interni come cron ed rsync.

Come molti comandi della shell UNIX rsync è estremamente versatile. Il comando di base è:

rsync /path/to/source/file /path/to/destination

Come suggerisce il nome rsync non è un semplice tool per la copia dei file ma si occupa di sincronizzare due directory effettuando la copia dei soli file che lo richiedono.

Tendenzialmente rsync è utile soprattutto se si ha la necessità di copiare molti file e quindi sarà necessario utilizzare l’opzione -r

rsync -r /path/to/source/ /path/to/destination
rsync -r /path/to/source /path/to/destination

Ho riportato due comandi per sottolineare una particolarità di rsync. Se si copia una directory e si specifica / nel path della sorgente il contenuto della directory verrà copiato nella destinazione; se invece il path viene scritto senza / è la directory che viene copiata nella destinazione.

Rsync generalmente non ha quasi nessun output a video, il che è ottimo per script in crontab, se però si sta eseguendo il backup in real time si vorrà probabilmente un’indicazione di come sta procedendo l’attività. PEr questo si hanno due opzioni -v e –progress.

rsync generalmente controlla le dimensioni e la data di ultima modifica per capire se devono essere copiate. Sono però disponibili specifiche opzioni per fare controlli differenti. Ad esempio –size-only se si vole considerare solo le dimensioni del file o –checksum se si vuole un conformto più affidabile anche se più oneroso.

Le opzioni di questo comando sono svarite ma generalmente se si stanno effettuando dei backup -a farà si che vengano attivate le opzioni che più comunemente vengono utilizzate per questa attività.

Una mensione particolare merita l’opzione -b; in questa modalità rsync effettuerà un backup incrementale spostando i file rimossi dalla sorgente in un appositp path e scrivendo su un file tutte le operazioni effettuate. Si otterrà quindi una directory allineata a quella sorgente e si manterranno i file e le informazioni necessari per ricostruire la situazione al momento del backup precedente.

Un esempio di comando reale potrebbe quindi essere

rsync -avb --size-only --delete --log-file=/path/to/file_log/file.log --backup-dir=/path/to/directory_file_incrementali/ --progress /directory/source/ /directory/destination/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *